18 ottobre 2026
Au Pair in Irlanda: regole, requisiti e diritti
Fare l'au pair in Irlanda funziona diversamente da quanto accade in molti altri Paesi europei: la legge irlandese non prevede uno statuto speciale per le au pair. Chi vive in famiglia e si occupa dei bambini è considerata una lavoratrice domestica, con gli stessi diritti di qualunque dipendente: contratto scritto, salario minimo, ferie, riposi e busta paga.
Per i cittadini UE, SEE e svizzeri si può partire senza visto e senza permesso di lavoro; per chi arriva da fuori dallo Spazio economico europeo, invece, la strada è praticamente chiusa. Qui trovi le regole in vigore a ottobre 2026, con le fonti ufficiali.
In sintesi: le regole per le au pair in Irlanda
- Status: lavoratrice domestica, non una figura a parte. Chiamare il ruolo au pair non cambia i diritti.
- Chi può partire: cittadini UE, SEE, svizzeri e britannici senza permesso di lavoro. Per gli altri non esiste un permesso adatto.
- Paga minima: €14,15 l'ora dal 1° gennaio 2026 per chi ha 20 anni o più.
- Orario massimo: 48 ore a settimana in media, con riposo di 11 ore consecutive ogni 24 ore e 24 ore consecutive a settimana.
- Ferie: almeno 4 settimane pagate all'anno, più 10 festivi e 5 giorni di malattia retribuita.
- Alloggio: camera privata e sicura con letto.
- Contratto: scritto, con ore, paga, mansioni e ferie.
- Tasse: imposte, PRSI e USC come per gli altri dipendenti.
Cosa dice la legge irlandese sulle au pair
Il Workplace Relations Commission (WRC), l'ente che si occupa dei diritti dei lavoratori, lo chiarisce senza giri di parole: definire una persona au pair, o descrivere l'accordo in altro modo, non basta a escludere che sia una dipendente. Le persone che lavorano nelle case altrui hanno la stessa tutela degli altri lavoratori, compreso il diritto a un compenso non inferiore al salario minimo.
Il riferimento è il Code of Practice for Protecting Persons Employed in Other People's Homes. Non è una guida per au pair, ma stabilisce cosa possono e non possono fare le famiglie. Per te significa una cosa molto concreta: se una famiglia ti propone un accordo informale, i tuoi diritti restano comunque quelli di un contratto di lavoro.
Chi può diventare au pair in Irlanda
Cittadini UE, SEE e Svizzera. Se hai un passaporto italiano o di un altro Paese UE, puoi andare in Irlanda e lavorare senza permesso di lavoro. Lo stesso vale per i cittadini di Norvegia, Islanda, Liechtenstein, Svizzera e Regno Unito. Quando ricevi un'offerta di lavoro ti serve un numero PPS (Personal Public Service) e la registrazione presso il fisco irlandese.
Cittadini extra-SEE. Per lavorare in Irlanda ti serve un permesso di lavoro, ma per il lavoro in casa privata non viene concesso: nella lista ufficiale delle occupazioni non ammesse compare la voce Work in the private home, Domestic worker. Anche Citizens Information riassume la situazione così: in generale i cittadini extra-SEE non ottengono permessi di lavoro per impieghi nelle abitazioni private.
Studenti extra-SEE. Chi ha un permesso di studio (Stamp 2) può lavorare fino a 20 ore a settimana in periodo di lezioni e 40 ore in vacanza, ma lo scopo principale della permanenza deve restare lo studio. Non è una via per fare l'au pair a tempo pieno: verifica sempre con l'Immigration Service prima di accettare un accordo.
Età, lingua ed esperienza. La legge irlandese non fissa un'età minima né un livello di inglese specifico per le au pair: li stabiliscono la famiglia e, se c'è, l'agenzia. Per chi ha meno di 18 anni valgono tutele particolari per i giovani lavoratori e il salario minimo è più basso.
Quanto guadagna un'au pair in Irlanda
Non esiste una paghetta fissa: conta il salario minimo nazionale, che dal 1° gennaio 2026 è questo:
- 20 anni e più: €14,15 l'ora
- 19 anni: €12,74 l'ora
- 18 anni: €11,32 l'ora
- Meno di 18 anni: €9,91 l'ora
La Budget 2027 ha annunciato un aumento a €14,94 l'ora dal 1° gennaio 2027 per chi ha 20 anni o più, ma serve ancora una legge.
Vitto e alloggio possono essere conteggiati nel salario minimo solo entro limiti precisi: €1,27 l'ora per i pasti e €33,42 a settimana (o €4,77 al giorno) per l'alloggio. La detrazione deve essere prevista nel contratto e comunicata per iscritto.
Un esempio indicativo: con 30 ore a settimana a €14,15 il valore minimo della retribuzione è €424,50 a settimana. Una parte può essere coperta da vitto e alloggio, ma solo se scritto nel contratto e solo fino ai massimali di legge; il resto deve essere pagato in denaro. Un contributo fisso molto più basso per un orario di questo tipo è un campanello d'allarme.
Orari di lavoro, riposi e pause
Il limite legale è di 48 ore a settimana in media (calcolate su un periodo di riferimento di 4 mesi): è un tetto, non un orario consigliato. L'orario effettivo lo stabilisce il contratto, e la famiglia deve tenerne un registro.
- Riposo giornaliero: 11 ore consecutive ogni 24 ore.
- Riposo settimanale: 24 ore consecutive a settimana.
- Pause: 15 minuti dopo 4 ore e mezza di lavoro, 30 minuti dopo 6 ore.
- Domenica: se lavori di domenica ti spetta una maggiorazione o un riposo compensativo.
Le mansioni devono essere quelle indicate nel contratto: attività aggiuntive richiedono il tuo accordo preventivo, a meno che non siano già previste per iscritto. Tra le attività domestiche ammesse rientrano la cura dei bambini, le pulizie e la cucina.
Ferie, festivi e malattia
- Ferie: almeno 4 settimane pagate all'anno se lavori a tempo pieno, con diritto a 2 settimane consecutive.
- Festività: 10 giorni festivi pagati, oppure un altro giorno di riposo pagato o una giornata di paga in più.
- Malattia: 5 giorni di malattia retribuita previsti dalla legge.
La regola d'oro: se accompagni la famiglia in vacanza, quello è lavoro e ti spetta la paga piena. Non può essere conteggiato come ferie.
Alloggio e vita con la famiglia ospitante
Se vivi in casa, la famiglia deve darti una camera privata e sicura con un letto. Una camera condivisa è accettabile solo con il tuo consenso. Ecco gli altri punti fermi del Code of Practice:
- nessuno può trattenere il tuo passaporto, il visto o altri documenti personali;
- non possono impedirti di iscriverti a un sindacato;
- devono rispettare dignità e privacy e agevolare i tuoi interessi fuori dall'orario di lavoro;
- se in casa è prevista una sorveglianza, deve essere indicato nel contratto;
- le spese sostenute per conto della famiglia vanno rimborsate in tempi rapidi.
Contratto, busta paga e tasse
Hai diritto a un contratto scritto. Deve indicare almeno:
- nomi del datore di lavoro e della lavoratrice;
- mansioni e luogo di lavoro;
- orario e retribuzione;
- periodi di ferie e data di inizio.
La famiglia non può modificare queste condizioni senza il tuo accordo. Ogni pagamento deve essere accompagnato da una busta paga con la tariffa oraria, le eventuali ore extra e le trattenute fiscali e contributive. Altre detrazioni, come i danni, sono ammesse solo se previste nel contratto e comunicate per iscritto.
Per la parte fiscale, le au pair pagano imposte, PRSI e USC come gli altri dipendenti. La famiglia che paga €40 a settimana o più per un lavoro domestico deve registrarsi come datore di lavoro presso il fisco irlandese e trattenere le imposte. I documenti di lavoro vanno conservati per 3 anni.
Se il rapporto finisce, hai diritto a un preavviso minimo; dopo un anno di lavoro sei anche protetta contro il licenziamento ingiusto.
Come riconoscere una proposta anomala
Sono segnali da non ignorare:
- nessun contratto scritto, o ore e mansioni vaghe;
- un importo fisso molto più basso del salario minimo per le ore richieste;
- ferie in famiglia non pagate o conteggiate come tue ferie;
- camera condivisa non concordata o senza chiave;
- richiesta di consegnare il passaporto;
- un'offerta di lavoro come au pair in casa privata se sei cittadina extra-SEE: non esiste un permesso di lavoro per questo.
Se non sei sicura, puoi rivolgerti al WRC: i suoi ispettori verificano i luoghi di lavoro domestici e il WRC esamina i reclami.
Domande frequenti
Serve un visto per fare l'au pair in Irlanda se sono italiana?
No. I cittadini UE, SEE, svizzeri e britannici possono lavorare in Irlanda senza visto né permesso di lavoro. Ti serve invece un numero PPS per essere assunta e pagare le tasse.
Un'au pair può guadagnare meno del salario minimo perché vive in famiglia?
Solo in parte. Vitto e alloggio possono contare nel calcolo, ma solo se previsti nel contratto e fino a €1,27 l'ora per i pasti e €33,42 a settimana per l'alloggio.
Posso fare l'au pair in Irlanda con un permesso di studio?
Con lo Stamp 2 si può lavorare entro i limiti del permesso (20 ore in periodo di lezioni), ma lo scopo principale resta lo studio. È una situazione diversa dal lavoro di au pair a tempo pieno e conviene chiedere conferma all'Immigration Service.
Conclusione
In Irlanda l'au pair è una lavoratrice a tutti gli effetti: se rispetti il contratto e la famiglia rispetta la legge, hai orari, riposi, ferie e una paga minima garantiti. Prima di accettare un'offerta, chiedi sempre un contratto scritto e controlla che ore e importi siano coerenti con il salario minimo.
Se stai confrontando più destinazioni, leggi anche le nostre guide su regole au pair in Germania, regole au pair in Spagna, regole au pair in Austria e au pair nel Regno Unito.
Verifica sempre le fonti ufficiali. Importi e requisiti cambiano: quelli di questo articolo sono in vigore a ottobre 2026 e non costituiscono consulenza legale. Fonti: Citizens Information, diritti dei lavoratori domestici; WRC, Domestic Workers; WRC, Code of Practice; Citizens Information, salario minimo; Citizens Information, lavorare in Irlanda; Ineligible Occupations List; Immigration Service Delivery, student permission.