05 ottobre 2026
Au Pair in Spagna: regole, requisiti e visto per tutti
Vuoi fare l'au pair in Spagna? Le regole dipendono da una sola cosa: se hai la cittadinanza di un paese dell'Unione Europea (o dello Spazio economico europeo e della Svizzera) oppure no. Se sei cittadina o cittadino UE non ti serve alcun visto; se vieni da un paese extra-UE devi chiedere un visto di studio prima di partire. Le condizioni dell'esperienza (orario, paghetta, contratto) sono invece le stesse per tutti. Il quadro è fissato dal Ministerio de Inclusión, Seguridad Social y Migraciones e dal regolamento di stranieri, il Real Decreto 1155/2024, in vigore dal 20 maggio 2025.
Requisiti per fare l'au pair in Spagna: chi può candidarsi
- Età: massimo 30 anni. Il minimo è 17 anni secondo il consolato di Washington e 18 secondo quello di San Francisco: i consolati non sono allineati, quindi controlla quello competente per te. Nella prassi le agenzie selezionano candidati maggiorenni.
- Spagnolo: si richiedono conoscenze di base. Non c'è un livello certificato obbligatorio, ma una famiglia sceglierà più volentieri chi riesce a comunicare.
- Rapporto con la famiglia: vivi nella stessa casa e il tuo ruolo è collaborativo, non da dipendente.
- Studio: per i cittadini extra-UE l'esperienza è legata a un corso di spagnolo (vedi sotto).
Che cosa significa essere au pair secondo la legge spagnola
Secondo le indicazioni consolari sei au pair quando c'è un rapporto di collaborazione e non di lavoro: vivi con la famiglia, i compiti domestici e di cura dei bambini sono complementari allo scopo principale (imparare la lingua e conoscere la cultura) e non percepisci un salario. Se ti chiedono di sostituire una colf a tempo pieno, non è au pair.
Orario di lavoro e giorni liberi
I limiti indicati dai consolati spagnoli sono questi:
- Massimo 5 ore al giorno di compiti, babysitting compreso.
- Almeno un giorno libero completo a settimana.
Le agenzie indicano in genere 25–30 ore settimanali come tetto di prassi e raccomandano almeno una domenica libera al mese, in linea con l'accordo europeo sull'au pair (Strasburgo). Sono indicazioni di mercato: quello che conta è ciò che scrivi nel contratto.
Paghetta, vitto e alloggio
Il contratto deve indicare un importo mensile come paghetta, non come stipendio. La legge non fissa una cifra uguale per tutti. I portali di settore riportano in media 280–320 euro al mese, con alcune fonti che arrivano a 70–90 euro a settimana (circa 280–360 euro al mese). L'importo tende a salire se lavori vicino al massimo di ore. In più la famiglia ti offre alloggio e pensione completa.
Corso di lingua
La famiglia deve impegnarsi per iscritto a lasciarti tempo sufficiente per frequentare i corsi. Per chi arriva da fuori UE il corso è la base del visto: deve essere di spagnolo, in una scuola autorizzata, di almeno 20 ore a settimana e durare almeno quanto il periodo da au pair. Per un cittadino UE non è un obbligo di legge, ma resta la parte più utile dell'esperienza. Chiedi alla famiglia se contribuisce alle spese: non c'è un importo stabilito.
Durata del soggiorno
L'accordo di collocazione può durare fino a un anno. Secondo alcune indicazioni consolari è possibile proseguire fino a due anni complessivi, con una proroga concordata. Per un soggiorno più breve (per esempio l'estate) puoi accordarti con la famiglia su una durata inferiore.
Contratto: cosa deve contenere
L'accordo di collocazione (acuerdo de colocación au pair) deve riportare almeno:
- nome delle parti e durata;
- orario di lavoro e giorno di riposo settimanale;
- indirizzo dell'abitazione in cui vivrai con la famiglia;
- impegno della famiglia a permetterti di frequentare i corsi;
- importo mensile della paghetta;
- preavviso di due settimane per entrambe le parti in caso di recesso.
Il contratto deve essere almeno in spagnolo. L'atto davanti a un notaio spagnolo è consigliato da alcuni consolati e richiesto da altri per il visto: chiedi conferma a quello competente.
Assicurazione sanitaria
Se sei cittadino UE, i portali di settore indicano come copertura di base la tessera sanitaria europea: prima di partire verifica con la tua ASL se copre un soggiorno lungo e valuta un'integrazione. Se arrivi da fuori UE serve invece un'assicurazione sanitaria rilasciata in Spagna, senza franchigie e con copertura per il rimpatrio: un'assicurazione di viaggio non viene accettata.
Cittadini UE, SEE e Svizzera: nessun visto, ma registrazione
Entri in Spagna con carta d'identità o passaporto, senza visto. Se resti più di tre mesi devi però registrarti: entro tre mesi dall'ingresso richiedi di persona il certificato di registro di cittadino dell'Unione, che ti assegna il NIE (numero di identità per stranieri). Servono il modulo EX-18, un documento d'identità valido, la prova del pagamento della tassa (modello 790, codice 012) e i documenti che dimostrano di rispettare i requisiti di soggiorno. Lo presenti all'Oficina de Extranjería della tua provincia o alla Comisaría de Policía, su appuntamento.
Cittadini extra-UE: il visto di studio
Dal 20 maggio 2025 il regolamento non prevede più un visto specifico per au pair: si chiede un visto di studio legato a un corso di spagnolo, al consolato spagnolo del paese in cui risiedi, prima della partenza. Le richieste partono al massimo 180 giorni prima del viaggio e l'esame può richiedere 5–8 settimane, quindi non comprare il volo prima dell'approvazione. I documenti tipici, secondo i consolati:
- modulo di richiesta, foto formato tessera e passaporto con almeno un anno di validità;
- lettera di ammissione di una scuola di spagnolo autorizzata (almeno 20 ore a settimana);
- contratto au pair firmato da famiglia e au pair;
- assicurazione sanitaria spagnola senza franchigie e con rimpatrio;
- mezzi economici: almeno il 100% dell'IPREM mensile, importo aggiornato ogni anno;
- certificato penale e certificato medico (non più vecchio di tre mesi), legalizzati e tradotti secondo le istruzioni del consolato;
- pagamento della tassa consolare.
Se il soggiorno non supera i sei mesi, il visto copre tutto il periodo e non serve la carta di identità per stranieri. Per soggiorni più lunghi chiedi al consolato quali pratiche fare dopo l'arrivo. Le liste documenti variano da consolato a consolato: usa sempre quella del tuo.
In sintesi
- Età: massimo 30 anni; minimo 17–18 a seconda del consolato.
- Visto: non serve per cittadini UE/SEE/Svizzera (registrazione oltre 3 mesi); serve il visto di studio per gli extra-UE.
- Orario: massimo 5 ore al giorno; prassi 25–30 ore settimanali.
- Tempo libero: almeno un giorno libero a settimana.
- Paghetta: circa 280–320 euro al mese secondo i portali di settore, non fissata per legge.
- Vitto e alloggio: a carico della famiglia.
- Durata: fino a 1 anno; proroga fino a 2 secondo alcune indicazioni consolari.
- Corso di lingua: almeno 20 ore a settimana per gli extra-UE; la famiglia deve darti il tempo di frequentarlo.
- Contratto: scritto, almeno in spagnolo, preavviso di 2 settimane.
Come riconoscere una proposta anomala
Diffida se ti chiedono più di 5 ore al giorno, se non hai un giorno libero a settimana, se manca un accordo scritto o se non ti lasciano il tempo per frequentare un corso. Anche una paghetta molto sotto la media o compiti da lavoratrice domestica a tempo pieno sono campanelli d'allarme, così come chi ti propone di arrivare come turista e "sistemare dopo" se sei extra-UE. Se vuoi confrontare le regole con altri paesi, leggi le nostre guide su Francia e Germania.
Le informazioni di questo articolo sono aggiornate a ottobre 2026 e non costituiscono consulenza legale. Importi, requisiti e procedure cambiano spesso e variano da consolato a consolato: verifica sempre sul sito del Ministerio de Inclusión, Seguridad Social y Migraciones, sul consolato spagnolo competente per il tuo paese e sul portale della Policía Nacional per la registrazione UE.