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Diventare Au Pair in Germania: tutte le regole del paese ospitante

13 agosto 2026

Diventare Au Pair in Germania: tutte le regole del paese ospitante

La Germania è da sempre una delle mete più richieste da chi vuole vivere l'esperienza dell'au pair: famiglie molto strutturate, regole chiare e un quadro definito dalla Bundesagentur für Arbeit, l'Agenzia Federale per il Lavoro. Proprio questa chiarezza è il suo punto di forza: sapere in anticipo cosa puoi chiedere e cosa ti verrà chiesto rende tutto più semplice. Ecco, punto per punto, le regole valide per la Germania.

Chi può candidarsi: i requisiti personali

  • Età. Per i cittadini extra-UE il limite è netto: almeno 18 anni e non aver ancora compiuto 27 anni al momento della domanda di visto. Per i cittadini UE/SEE e svizzeri le maglie sono più larghe (indicativamente fino ai 30 anni), perché non serve un visto.
  • Stato civile e figli. L'au pair deve essere celibe o nubile e non avere figli propri.
  • Nessun legame di parentela con la famiglia ospitante.
  • Conoscenza di base del tedesco. È un requisito sostanziale, non formale: chi proviene da paesi extra-UE deve allegare alla domanda di visto un certificato di livello A1 rilasciato da un ente riconosciuto (Goethe-Institut, telc, ÖSD).
  • Esperienza con i bambini. Babysitting, cura di fratelli minori, oratorio, campi estivi, doposcuola: va documentata con referenze.
  • Buona salute fisica e psichica.

Due vincoli aggiuntivi riguardano solo i candidati extra-UE: non si può avere la stessa nazionalità della famiglia ospitante e non si può fare l'au pair in Germania una seconda volta — il programma si svolge una volta sola.

La famiglia ospitante

La regola tedesca è precisa: in famiglia si deve parlare tedesco come lingua quotidiana. Il senso del programma, per la normativa, è l'immersione linguistica e culturale, non il servizio domestico. La famiglia deve avere almeno un bambino in casa e mettere a disposizione una stanza per l'au pair.

Durata del soggiorno

Il rapporto dura di norma da 6 a 12 mesi. Per chi richiede il visto, il contratto deve prevedere almeno 6 mesi. Il tetto massimo è di 12 mesi e non è prorogabile: allo scadere non si può proseguire come au pair presso la stessa o un'altra famiglia.

Orario di lavoro e tempo libero

Sono i numeri più importanti da conoscere, e quelli su cui nascono più malintesi:

  • massimo 30 ore settimanali, inclusi eventuali turni di babysitting serale;
  • massimo 6 ore al giorno;
  • almeno 1 giorno e mezzo libero a settimana;
  • almeno una domenica libera al mese;
  • almeno 4 serate libere a settimana;
  • i giorni festivi sono di norma liberi.

Le mansioni ammesse sono la cura dei bambini e i leggeri lavori domestici collegati ai bambini: riordino della loro stanza, preparazione dei pasti, un carico di lavatrice. Pulizie generali della casa, giardinaggio, cura di anziani o assistenza in un'attività di famiglia non rientrano nel programma.

Paghetta e contributo per il corso di tedesco

  • 280 € al mese di paghetta (Taschengeld), importo fisso indipendente dalle ore effettivamente svolte. Si percepisce anche durante le ferie e in caso di malattia.
  • 70 € al mese come contributo al corso di lingua tedesca, a carico della famiglia, oltre alle spese di trasporto per raggiungere la scuola.
  • Alla famiglia spetta anche concedere il tempo materiale per frequentare il corso: è parte del programma, non un extra da recuperare la sera.

Vitto e alloggio

Sono gratuiti e a carico della famiglia. La camera deve essere:

  • singola e a uso esclusivo dell'au pair;
  • di almeno 9 metri quadri;
  • dotata di finestra, riscaldabile e chiudibile a chiave.

I pasti sono compresi anche nei giorni liberi e durante le vacanze trascorse con la famiglia.

Ferie

Per un soggiorno di 12 mesi spettano 4 settimane di ferie retribuite; per soggiorni più brevi il calcolo è proporzionale, indicativamente 2 giorni per ogni mese di permanenza. Attenzione a un punto spesso frainteso: se la famiglia parte in vacanza e porta con sé l'au pair chiedendole di occuparsi dei bambini, quelle non sono ferie — sono giorni di lavoro.

Assicurazione

La famiglia ospitante deve garantire e pagare una copertura assicurativa per malattia, gravidanza e parto, e infortuni, valida per tutta la durata del soggiorno. Per i candidati extra-UE la polizza è uno dei documenti richiesti già in fase di visto.

Il contratto

Si utilizza il contratto standard della Bundesagentur für Arbeit, che riporta durata, orario, mansioni, paghetta, ferie e assicurazione. Va firmato da entrambe le parti prima della partenza. Il preavviso per l'interruzione anticipata è di 2 settimane per entrambe le parti; nei primi tempi è prassi prevedere un periodo di prova più flessibile, ma deve risultare dal contratto.

Visto e permesso di soggiorno (solo extra-UE)

Chi non è cittadino UE/SEE o svizzero deve ottenere il visto nazionale per au pair prima di entrare in Germania: non si può entrare con un visto turistico e convertirlo sul posto. La domanda si presenta all'ambasciata o al consolato tedesco competente, allegando di norma contratto firmato, certificato di tedesco A1, prova dell'assicurazione, passaporto valido e documentazione dell'esperienza con i bambini.

Una volta arrivati servono due passaggi: l'Anmeldung, la registrazione della residenza presso il Bürgeramt, e la richiesta del permesso di soggiorno all'Ausländerbehörde. I cittadini UE/SEE e svizzeri non hanno bisogno né di visto né di permesso di soggiorno, ma l'Anmeldung resta dovuta entro i termini fissati dal comune.

In sintesi

  • Età: 18–26 anni per gli extra-UE, fino a circa 30 per i cittadini UE
  • Durata: 6–12 mesi, non prorogabile
  • Orario: max 30 ore a settimana, max 6 ore al giorno
  • Tempo libero: 1 giorno e mezzo a settimana più una domenica al mese
  • Paghetta: 280 € al mese
  • Corso di tedesco: 70 € al mese dalla famiglia, più i trasporti
  • Vitto e alloggio: gratuiti, camera singola di almeno 9 mq
  • Ferie: 4 settimane l'anno retribuite
  • Assicurazione: a carico della famiglia ospitante
  • Lingua: tedesco di base, con certificato A1 per gli extra-UE

Le regole tedesche sono pensate per proteggere entrambe le parti. Se una proposta si discosta sensibilmente da questi parametri — più ore, meno paghetta, nessun corso di lingua — è il segnale che qualcosa non torna, e vale la pena chiedere chiarimenti prima di firmare.

Gli importi e i requisiti riportati sono quelli in vigore alla data di pubblicazione. Prima di partire verifica sempre le informazioni aggiornate sui canali ufficiali: Bundesagentur für Arbeit, Auswärtiges Amt (Ministero degli Esteri tedesco) e il consolato tedesco competente per il tuo paese di residenza.